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Tecnica di esecuzione della PRK. Dopo la disepitelizzazione
il laser agisce sulla superficie corneale per modificarne il
potere refrattivo.
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La presenza di "haze" può
provocare l'abbassamento dell'acutezza visiva. Tutto questo causa
la necessità di aumentare la terapia postoperatoria per evitare
possibile complicazioni.
Di solito ci vogliono da 2 a 4 giorni affinché si verifichi
l'epitelizzazione della zona d'ablazione con il laser. Durante questi
giorni è possibile avere forte fotofobia, lacrimazione sensazione
di corpo estraneo dentro l'occhio. L'uso di lenti a contatto terapeutiche
può diminuire ma non eliminare questo tipo di disagio.
Gli inconvenienti dati dall'assenza di parte della membrana di Bowman,
che viene asportata con il laser, non sono conosciuti ancora completamente.
Il tempo di cicatrizzazione varia da un paziente all’altro.
La cicatrizzazione della zona d'ablazione può proseguire
per un periodo da 3 a 12 mesi, quindi il visus può essere
variabile durante tutto questo tempo. E' per altro vero che molti
pazienti vedono già bene senza fluttuazioni visive dopo 2
settimane.
Oggi sembra che il problema più serio della PRK sia la possibilità
d'opacizzazione della zona centrale della cornea (zona d'ablazione).
Probabilmente questo fenomeno dipende dalla crescita dell'epitelio
corneale in assenza della membrana di Bowman. In molti pazienti
riscontriamo un abbassamento dell'acutezza visiva. Si può
prevenire e controllare l'aumento dell'opacità corneale con
l'instillazione di gocce steroidee antinfiammatorie, che però
aumentano il rischio di insorgenza di cataratta e glaucoma.
Teoricamente con PRK si può modificare la cornea con il laser
correggendo qualsiasi tipo di miopia ed ipermetropia. Clinicamente
i risultati più stabili e più sicuri si sono riscontrati
per miopie di non più di -7.0-8.0 diottrie e di ipermetropie
di non più di +3.0-4.0 diottrie.
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